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FORMAGGIETTA

Quanti di voi hanno mai pensato di produrre derivati del latte direttamente da sé, in casa propria? Quasi nessuno, credo. La cosa più semplice è sempre andarseli ad acquistare al supermercato, o al massimo in fattoria. Ma volete mettere la soddisfazione di aver lavorato da soli in casa il latte e aver ottenuto da esso una prelibatezza gastronomica? Pensate solo al figurone che farete con i vostri amici!
Oggi vi mostrerò come riuscire a trasformare una semplice bottiglia di latte in una bella – e originale! – FORMAGGETTA DI FORMAGGIO, procedimento che, a differenza di quanto si potrebbe pensare, è assolutamente facile e oltretutto poco costoso. Tra l’altro, chi vi sta consigliando questa ricetta è una donna che – forse non si vede?! – alla linea ci tiene eccome, quindi vi assicuro che non prenderete neppure un chilo se seguirete le mie istruzioni, visto che utilizzeremo tutti ingredienti sani e genuini.

 

formaggio

Occorrente per realizzare la formaggetta di formaggio:
– Una grossa pentola
– 10 lt di latte crudo
– 2 cucchiaini da caffè di caglio
– Termometro per alimenti
– Mestolo in legno
– Fuscella in giungo intrecciato
Eh lo so, l’equipaggiamento non è dei più semplici, però è anche affascinante e curioso andarselo a procurare!
Prima di tutto dobbiamo versare il latte nella pentola: personalmente, io uso ancora una vecchia caldaia che apparteneva a mia nonna e che per me è ricca di ricordi, ma va bene anche qualcosa di più moderno, come una normale pentola d’acciaio.
La domanda sul dove andare a prendere il latte non è né scontata né banale: io ho la fortuna di conoscere da tempo una malga non troppo lontana da casa mia che alleva 4/5 mucche per produzione propria, rigorosamente biologica. In questo modo riesco ad avere il latte appena munto, ricco di calcio e vitamine. Il mio consiglio è dunque quello di cercare una situazione simile, anche perché è una bellissima esperienza a contatto con la natura (NB: portatevi dietro la macchina fotografica!)
Una volta messo a scaldare il latte, inseriamo il termometro che dovrà raggiungere la temperatura di 37 gradi. A questo punto spegniamo il fuoco e aggiungiamo il caglio, mescoliamo un po’ e lasciamo riposare per circa un’ora e mezza. Questo è più o meno il tempo necessario per far sì che si formerà la cagliata, una sostanza gelatinosa abbastanza simile ad un budino.

CAGLIATA 3

RIDERE CHE GUARDO FORMAGGIO

CAGLIATA IN MANOQuando sarà pronta, rompiamo la cagliata prima con il mestolo e poi con le mani, in modo da formare tanti piccoli pezzetti. Coliamo quindi la cagliata nel fuscello, così da separare il siero da tutto il resto, aiutandoci con le dita e facendo pressione per eliminare il siero in eccesso. Non appena sentiremo che sta diventando sodo e non fuoriesce più, è il momento giusto per capovolgere con delicatezza la formaggetta, che subito dopo rimetteremo nella fuscella cospargendola con una manciata di sale grosso.

Ora lasciamo riposare il nostro capolavoro con un piattino sotto (perché potrebbe colare ancora un po’ di siero rimasto) per tutta la notte. Il giorno dopo togliamo la formaggetta dalla fuscella e mettiamola su un tagliere di legno per passare alla fase della stagionatura.

preparare formaggioFOTO 4

 

formaggio finitoFOTO 5

Stagionatura della formaggetta:

Il luogo ideale per la stagionatura è la cantina, o comunque un posto fresco e protetto, senza correnti d’aria. Per i primi cinque giorni lasciamo asciugare il formaggio senza toccarlo, successivamente per circa due settimane occorrerà strofinare la superficie con olio e poco aceto, in modo tale da mantenerla morbida e far sì che si formi la tipica la tipica crosta del formaggio. Trascorsi i quindici giorni, possiamo diminuire questa operazione a una sola volta la settimana, fino alla stagionatura desiderata.
Io solitamente attendo per circa 4/!5 mesi prima di gustarmela, perché mi piace molto un sapore deciso, e poi anche perché con questa consistenza posso utilizzarla anche per essere grattugiata.Nessuno vieta, però, che possiate assaggiarla prima, se siete impazienti di godere dei vostri risultati. Insomma, decidete voi liberamente il giusto grado di stagionatura in base ai vostri personali gusti. Buon appetito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lucy Tritto

Condividere la mia curiosità e la mia voglia di fare con voi sarà per me un modo per sentirmi circondata di amici e magari per esservi un po’ utile, visto che qui troverete tante ricette semplici e tuttavia particolari.

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